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Presentata oggi in via Serassi 17, la nuova casa di «Dire, fare abitare», un progetto attivo sul territorio con oltre dieci anni di operatività continuativa.

Nella foto: interno della casa di via Serassi a Bergamo


Bergamo, 24 ottobre 2020 – Nato nel 2009 dall’ex Opera Bonomelli, ente capofila e soggetto promotore, il progetto, ha perseguito dal principio due obiettivi: offrire una risposta alloggiativa temporanea per soggetti in situazione di disagio abitativo a seguito di un evento di crisi (relazionale, economica, familiare, ecc.); stimolare una riflessione intorno al tema dell’abitare.

Due appartamenti: uno di proprietà della parrocchia, l’altro del Comune

Il progetto si è sviluppato negli anni attraverso la gestione di due appartamenti collocati uno nel quartiere di Longuelo, di proprietà della parrocchia, l’altro in Città Alta di proprietà del Comune di Bergamo, oggi sostituito da quello, in parola, in via Serassi.
La sua peculiarità è la compresenza/convivenza in ciascuno degli alloggi di volontari e ospiti. Questo elemento rappresenta ancora oggi un punto fondamentale sia sul versante della risposta al bisogno alloggiativo di persone in situazione di fragilità, sia sul versante più culturale intorno al tema dell’abitare collaborativo e solidale.
Le varie situazioni di difficoltà degli ospiti
Rispetto all’accoglienza degli ospiti, le situazioni di difficoltà sono di vario genere e hanno livelli differenti di complessità:
– problematiche familiari connesse alla separazione dal coniuge associate a precarietà lavorativa ed economica; -problematiche relazionali all’interno del nucleo familiare di origine per soggetti giovani, con conseguente allontanamento/espulsione dallo stesso; -perdita di lavoro e assenza di rete di supporto; -conclusione di percorsi assistenziali/terapeutici che non hanno consentito di raggiungere l’autonomia abitativa; – autonomizzazione di soggetti con biografie complesse (adozioni, malattia psichica); -precarietà lavorativa o insufficiente reddito.

Lavoro di supporto e formazione dei volontari

Rispetto alla partecipazione dei volontari, significativa è la collaborazione con il Centro Servizi Bottega del Volontariato che ha consentito negli anni di impostare e portare avanti un lavoro di supporto e formazione dei volontari coinvolti nell’esperienza, oltre che una compartecipazione nel loro reperimento che prevede colloqui individuali con il tutor, un percorso formativo di preparazione all’esperienza, oltre che un’attività di tutoraggio periodica nel periodo successivo.

Percorso di inserimento in attività lavorative e formative
Nell’alloggio inaugurato oggi vivono tre ospiti, dai 20 a i 30 anni che stanno intraprendendo un percorso di inserimento in attività lavorative e formative, e due volontari. Il tempo medio di permanenza delle persone accolte è di circa un anno.




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