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Il nuovo progetto intende intercettare precocemente i giovani portatori di disagio ed inserirli nei percorsi di cura della Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’ASST Papa Giovanni XXIII. 

Bergamo, 31 agosto 2022L’equipe, prevista dal progetto, sarà  costituita da uno psicologo dedicato, da un neuropsichiatra dell’infanzia e dell’adolescenza ed un educatore, che prenderà in carico gli adolescenti più a rischio di sviluppare comportamenti autolesivi, fin dalle fasi precoci del disturbo o della crisi, grazie a un lavoro di rete con le scuole di Bergamo. 

Destinatari dell’intervento

L’intervento e’  rivolto agli adolescenti (fascia d’età 11-18 anni) e sarà proposto alle scuole nei prossimi due anni, fino ad ottobre 2024. Si comincia con le terze medie di Bergamo e dell’hinterland. Alla presenza degli specialisti, ai ragazzi e agli insegnanti saranno proposte iniziative mirate, come la visione di un film o di una rappresentazione teatrale, sul tema del disagio e dei bisogni dei giovani. 

Invio di giovani ad alto rischio ai servizi esistenti

Tra studenti ed insegnanti sarà diffusa una corretta informazione e si costruirà maggiore consapevolezza sulla possibilità di aiuto e sull’esistenza di servizi in provincia di Bergamo rivolti al disagio giovanile. Lo psicologo in classe affronterà, a partire dallo spettacolo proposto, una discussione sui rischi e sui tentativi di risolvere le crisi. Con la collaborazione degli insegnanti e delle figure psicopedagogiche, i giovani a più alto rischio saranno inviati ai servizi esistenti. Il progetto prevede poi una fase di accompagnamento da parte degli specialisti nella fase di reinserimento, con l’adattamento del contesto scolastico e dell’ambito sociale ai bisogni del ragazzo.  

L’acuirsi delle crisi adolescenziali durante la pandemia

La pandemia è stato uno dei fattori che,  di recente, ha reso il fenomeno delle crisi adolescenziali ancora più serio rispetto agli anni passati. Nel primo semestre del 2022, si registra un aumento del 70% dei casi di adolescenti (11-17 anni) ricoverati al Papa Giovanni in seguito a tentativi di suicidio o per aver manifestato una ideazione suicidaria (13 da gennaio a giugno 2022, contro i 15 di tutto il 2021). Il fenomeno desta quindi preoccupazione tra istituzioni, specialisti e terzo settore che si occupano di disagio giovanile. Non sono mancati, nel periodo precedente alla pandemia, interventi mirati messi in campo dalla ASST Papa Giovanni XXIII grazie alla collaborazione con Nepios onlus. 

Le dichiatazioni

“La Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Papa Giovanni XXIII prevede dopo l’accoglienza e l’analisi del bisogno, un approfondimento diagnostico e progetta un intervento con l’equipe multidisciplinare dedicata, che si avvale anche di educatori – ha spiegato Patrizia Maria Carla Stoppa, direttore della Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Papa Giovanni XXIII -. In base agli obiettivi di cura, saranno attivati interventi educativi e psicologici individuali o di gruppo, in parallelo e in collaborazione tra i nostri professionisti. Nelle situazioni più significative ed acute si dovrà ricorrere ad interventi a maggiore assistenza fino al ricovero ospedaliero, sempre in continuità delle cure tra ambulatorio ed ospedale e viceversa”. 

“L’Associazione Nepios onlus ha ritenuto di rinnovare il proprio contributo al progetto, iniziato nel 2019 ed ora riproposto dalla Neuropsichiatria Infantile, inerente alla prevenzione dei comportamenti autolesionistici e suicidari negli adolescenti – ha sottolineato la presidente Tullia Vecchi -. Il senso di questo progetto è di estrema attualità in un periodo in cui i minori sentono il bisogno di una risposta integrata al loro bisogno a causa dell’emergenza sanitaria, l’isolamento, il distanziamento sociale, l’impossibilità del contatto fisico con i propri cari, in alcuni casi anche il dolore per la perdita improvvisa di amici o familiari. Il percorso che Nepios ha stretto con la Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza del Papa Giovanni offrirà ai minori e adolescenti la presa in carico a 360 gradi, dalla prevenzione alla fase acuta fino alla riabilitazione. La nuova collaborazione avrà la durata di due anni per un importo di euro 40.000” 

“Quello dei giovani è un target molto complicato da intercettare per i servizi sociosanitari. Fare squadra con altre istituzioni, come la scuola, è per noi molto importante – ha commentato Maria Beatrice Stasi, direttore generale dell’ASST Papa Giovanni XXIII -. Non dimentichiamo che una diagnosi precoce garantisce maggiori possibilità di successo e minori costi sociali, rispetto a dover gestire una crisi ormai in fase conclamata. Ringrazio Nepios onlus che con determinazione e continuità sostiene le nostre attività rivolte ai pazienti più giovani”. 

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